| MONITORAGGIO
DELLE RADIAZIONI AMBIENTALI
Campagna di misure di radioattività
ambientale nella piana del Garigliano 2008-2009.
Dipartimento di Scienze Ambientali - Seconda Università
degli studi di Napoli e Laboratorio CIRCE (Center for Isotopic Research
on Cultural and Environmental heritage), Caserta.
La misura dei livelli di radioattività nell'ambiente
e l'analisi della situazione radiologica di un territorio è uno
dei passaggi fondamentali di una politica ambientale responsabile. Il
controllo della contaminazione, infatti, è utile a salvaguardare
la salute della popolazione e delle creature viventi ma anche per ridurre
il livello di percezione del rischio delle popolazioni stesse per le quali
una campagna obiettiva e verificabile, quale quella scientifica, può
essere molto efficace.
La campagna ambientale 2008-2009, condotta dal Dipartimento di Scienze
Ambientali (DSA) della Seconda Università di Napoli, è stata
effettuata nella piana del Garigliano. Questa zona presenta due siti degni
di attenzione: la centrale nucleare del Garigliano, non più in
funzione dalla fine degli anni 70 ed attualmente in dismissione, ed il
vicino vulcano spento di Roccamonfina.
La campagna, si ricollega ad una precedente del 2001 ricalcandone lo spirito
ed estendendone le analisi.
La campagna è stata svolta sia con misure in situ che in laboratorio.
Sono state effettuate misure di attività specifica di radionuclidi
artificiali e naturali in:
- aria;
- acqua di falda;
- suolo;
- campioni ambientali di speciale interesse
(vegetali, pesci, limo, ecc.).
Le misure ed i campionamenti hanno riguardato circa 200
punti. Per esse sono state effettuate misure di routine in questo tipo
di campagne, cioè misura dello spettro alfa, beta e gamma, ma anche
misure ad altissima sensibilità di attinidi (uranio e plutonio)
effettuate con l'acceleratore Tandem di CIRCE. Queste ultime analisi,
effettuate per la prima volta in Italia, presentano sensibilità
molto elevate e consentono di misurare livelli di contaminazione minimi,
nonché di accertarne l'origine.
L'insieme di tutti i risultati è l'oggetto di vari documenti pubblicati
dal DSA e riassunti in un report speciale pubblicamente accessibile
in rete (LINK)
Conclusioni.
Le conclusioni della campagna sono state le seguenti:
• I valori di radioattività gamma, nei terreni ed in aria,
sono in accordo con le medie nazionali ed in sintonia con quelle della
precedente campagna. I contributi maggiori ad essa sono dati dall'isotopo
di origine naturale potassio (40K).
• Gli stessi valori risultano coerenti con una zona alluvionale,
la piana del Sele, a notevole distanza dalla centrale oggetto di studio.
• Non ci sono correlazioni statisticamente significative tra valori
di attività gamma da radionuclidi antropogenici (60Co, 137Cs) e
distanza dalla centrale, cosa che suggerisce una origine di questi ultimi
dovuta a fallout (cioè all'incidente di Chernobyl o agli esperimenti
nucleari in aria degli anni della guerra fredda).
• La radiazione gamma di fondo risulta anch'essa nella media nazionale
e cresce, in modo statisticamente significativo, avvicinandosi alla collina
vulcanica di Roccamonfina, come mostrato in figura e suggerendo un'origine
naturale.
• La misura ad alta sensibilità degli attinidi risulta coerente
col campione di controllo nella piana del Sele e con i livelli di fallout
globali riportati nella letteratura specializzata.
• Non risultano avvenuti cambiamenti degni di nota tra il 2001 e
2009 nel contenuto di radioattività, sia naturale che antropogenica,
nella zona della centrale.

Figura 1. Valori di dose gamma (in microSv/h) misurati
nella zona del Garigliano; la grandezza dei cerchi è proporzionale
al valore di dose; identicamente i colori vanno dal minimo, indicato col
verde, al rosso che corrisponde al massimo.
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